
L’isola di Schola è la più piccola delle tre isole poste all’interno dello Stagnone. Presenta un’estensione di circa 3000 metri quadrati ed ha una forma ovale allungata. È l’unica di proprietà del Comune di Marsala. Il nome di questo piccolo scoglio che emerge dalle acque dello Stagnone è di evidente derivazione latina, schola, ossia luogo di riposo dove si attende agli studi; ricordata dalla tradizione per il lungo soggiorno fattovi da Cicerone, al tempo che fu Questore in Sicilia. L’etimologia del nome è assai improbabile secondo lo storico marsalese G. Alagna, considerate le ridotte dimensioni dell’isola. Scarsissime sono le notizie relative a quest’isola: si sa soltanto che nel 1790 il Municipio cedette quest’isola, estesa soltanto un tumulo e un quarto, a Leonardo Maltese. Nel 1900 venne presentato ed approvato dal Consiglio Comunale di Marsala il progetto dell’architetto Salvatore Pernice per la costruzione di un ospedaletto per le malattie infettive, in un periodo in cui in città si temeva un’epidemia di peste bubbonica. Il progetto prevedeva la costruzione di cinque corpi di fabbrica paralleli e simmetrici, fiancheggianti un largo viale, disposto lungo l’asse longitudinale dell’isolotto. Oggi sull’isola si trovano soltanto i resti architettonici di tre edifici e una cisterna, il tutto in totale stato di abbandono. Probabilmente il progetto del Pernice subì delle variazioni durante il corso dei lavori. Non si sa neanche se questo ospedaletto sia mai entrato in funzione.
